Diffusione del Podcasting…

•15 giugno 2009 • Lascia un commento

In rete ci sono vari documenti e articoli sempre nuovi dove descrivono come nasce, si sviluppa, il fenomeno del podcasting. Più che di un’invenzione, parlare del podcasting e come parlare della “scoperta dell’acqua calda”, nel senso che non si è fatto altro che mettere insieme due concetti ben conosciuti e già ampiamente collaudati, mp3 e il feed rss.

I siti che hanno al loro interno dei file mp3, esistono dall’invenzione dell’ mp3 stesso,così come i feed rss, utilizzati nei siti di news e simili. Non si è fatto altro che metterli insieme per comunicare delle informazioni testuali (cosa che si faceva nei feed rss) per mezzo di mp3 pronti da scaricare.

Ma chi ha “inventato” il podcast?

•15 giugno 2009 • Lascia un commento

Pioniere e “padre creativo” di questo nuovo genere di broadcasting digitale è un volto noto della tv, Adam Curry, americano cresciuto in Olanda, ex celeberrimo veejay di Mtv con una segreta – e ora del tutto manifesta – passione per la tecnologia. Nell’estate del 2004 Curry si è messo in testa di fare uno show radiofonico che fosse fruibile via Internet attraverso il suo weblog (http://live.curry.com). Detto fatto. Con l’aiuto di qualche amico blogger ha messo a punto un software (battezzato iPodder e già scaricato gratuitamente da 500mila internauti) che consente di distribuire contenuti audio (che siano compilation di brani musicali, talk show, chiacchierate o monologhi registrati) direttamente su qualsiasi computer e, da qui, automaticamente, su qualsiasi lettore Mp3 (quindi non solo iPod, il lettore di musica portatile di Apple da cui deriva il nome di podcasting: iPod + broadcasting ).

Introduzione….al Podcast…..

•11 giugno 2009 • Lascia un commento

Il podcasting è un sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti (generalmente audio o video) chiamati podcast, utilizzando un programma (“client“) generalmente gratuito chiamato aggregatore o feed reader.

Un podcast è perciò un file (generalmente audio o video), messo a disposizione su Internet per chiunque si abboni ad una trasmissione periodica e scaricabile automaticamente da un apposito programma, chiamato aggregatore, e si basa sui feed RSS.

 

Il termine nacque quando l’uso dei feed RSS divenne popolare per lo scambio di registrazioni audio su computer, palmari, lettori di musica digitale e anche telefoni cellulari.

A chi non piace la NUTELLA?

•9 giugno 2009 • Lascia un commento

nutella

La storia di questa mitica azienda comincia in tempi lontani, per la precisione nel periodo della seconda guerra mondiale; in questo momento la scarsità delle risorse fa nascere nella mente di Pietro Ferrero, proprietario di una piccola fabbrica dolciaria, un’idea che diventerà la sua fortuna, usare come elemento principale per la produzione di dolci, un alimento abbondante nel territorio piemontese: le nocciole. Il suo piccolo laboratorio di Alba comincerà a produrre nel 1946 la Pasta Gianduia, una crema di nocciole da spalmare divisa in panetti, una sorta di antenato della Nutella.

Il successo è strepitoso e la Ferrero comincia a espandere la sua produzione. Col passare del tempo e con la crescita della fama dei suoi prodotti, l’azienda apre stabilimenti in diverse zone d’Italia e nel resto del mondo, con succursali in Francia, Germania, Olanda, Grecia, Russia, ecc. Non a caso, oggi, nella classifica dei più ricchi del mondo stilata da Forbes per il 2008, Michele Ferrero (figlio dei fondatori dell’impresa, oggi ottantenne) risulta il più ricco italiano del pianeta. Mica male per un’azienda che aveva cominciato come piccolo stabilimento dolciario ad Alba.

Sicuramente il prodotto che ha permesso un simile successo alla Ferrero è la Nutella. La Nutella nasce nel 1964, il suo nome deriva dal termine inglese nut (semplicemente nocciola) e i suoi ingredienti principali sono il cacao e le nocciole. Fu Michele Ferrero a lavorare alla nascita di questa crema, partendo dal tentativo di migliorare un’altra merce già prodotta dall’azienda, la Supercrema. Egli cercò di elaborare un prodotto facilmente esportabile ma anche molto legato al territorio; creò così quello che oggi è uno dei prodotti dolciari italiani più famosi nel mondo. Per la Nutella la concorrenza è stata fortissima, dapprima in Italia (Nutkao, Lineorella, ecc.), poi nel mondo (Merenda in Grecia, Nocilla in Spagna, ecc.), ma mai nessuno è riuscito a eguagliare il suo gusto inconfondibile. nutella Ma la Nutella non è solo la crema spalmabile alle nocciole più usata in Europa e nel resto del mondo, è molto di più.

La Nutella è (permettetemelo) uno stile di vita, un’idea, un fenomeno sociale che va ben aldilà della sua essenza di prodotto alimentare. La Nutella è il celestiale sostegno di tante persone nei momenti tristi della vita, il supporto negli attimi successivi alla fine di un rapporto sentimentale.

Come dimenticare l’mmagine onirica di Nanni Moretti in Bianca, dove il protagonista del film, per diminuire le pressioni di una nuova relazione, si sfoga svuotando un enorme bicchiere di Nutella?

•9 giugno 2009 • Lascia un commento

Walter Elias Disney, più noto come Walt Disney (Chicago, 5 dicembre 1901Burbank, 15 dicembre 1966), fu un animatore, autore di fumetti, imprenditore e cineasta statunitense.

È stato anche produttore, regista, sceneggiatore, doppiatore ed animatore di cinema d’animazione. Walt Disney ha inoltre fondato Disneyland, il primo e più famoso dei parchi a tema.

Walt Disney è altresì noto per la sua grande abilità nella narrazione di storie, per essere stato una grande star televisiva e uno dei più grandi artisti del XX secolo nel campo dell’intrattenimento; il suo contributo più grande alla settima arte risiede però probabilmente nell’aver portato allo stato dell’arte il rapporto fra immagine e musica. Con i suoi collaboratori ha creato molti dei più famosi personaggi dei cartoni animati del mondo; uno di questi, Topolino, è secondo molti il suo alter ego.

“Lo scandalo intercettazioni è enorme”

•9 giugno 2009 • Lascia un commento

berlusconi07G

Berlusconi: «Il più grande mai visto, un signore ha messso sotto controllo 350mila persone». E sulla giustizia il premier assicura: «C’è il sì di Bossi» UGO MAGRI ROMA Berlusconi riflette, abbastanza combattuto, se gli conviene accettare la proposta di Veltroni (mettere una «soglia» del 4 per cento alle prossime elezioni europee, così da far fuori i nanetti). Fa capire che nulla è gratis, caro Walter, altrimenti nemici come prima. «Ho sempre detto soglia al 5 per cento, non so se è possibile fare l’intesa», assume un’aria dubbiosa il premier in Sardegna, dove chiede voti per il suo candidato alla presidenza della Regione, Cappellacci, contro il governatore uscente Soru gratificato con elogi tipo: «Ha fallito come imprenditore, fa speculazioni edilizie, taglia gli ulivi davanti alla sua villa, è solo un venditore…». Se la risposta a Veltroni si fa desiderare, Berlusconi ne dà la colpa ovviamente agli avversari, «questi signori dicono una cosa e poi un’altra», come fidarsi? Sul segretario Pd, in particolare, Silvio non ha più il concetto positivo di una volta, perfino donna Veronica è delusa. Ma poi c’è sempre Gianni Letta a fare da citofono tra i due, si sbaglia di poco a immaginare l’Ambasciatore che decanta a entrambi le reciproche convenienze. Insomma, il Cavaliere è tentato dal più suadente degli ambasciatori. In attesa di sciogliere il dilemma, Berlusconi butta la palla avanti, lancia anzi una bomba di quelle che fanno tremare il Palazzo: «Sta per uscire uno scandalo che sarà il più grande della storia della Repubblica», annuncia dal palco di Olbia. Si tratta del cosiddetto «Archivio Genchi», raccolto negli anni dal consulente dell’ex pm calabrese De Magistris: «Un signore ha messo sotto controllo 350 mila persone, dobbiamo essere decisi a non consentire questo sistema di indagine, non deve continuare…». Lo scandalo sta nel mistero dei tabulati. Spiega il luogotenente berlusconiano Cicchitto: «Allo stato non sappiamo se il testo delle intercettazioni è stato distrutto oppure è nelle mani di chi può fare ricatti a 360 gradi». Il premier risulta tra gli spiati (insieme con Prodi, Napolitano e lo stesso capo dei servizi segreti De Gennaro). Ciò spiega in parte il suo sdegno, che lo porta a denunciare «questa cosa incredibile», sebbene poi ammetta di sapere non più di «quanto già sapete voi», a parte «altre cose che nell’ambito della politica mi sono state riferite…». Ma Berlusconi ha pure una convenienza politica immediata. In queste ore il ministro Alfano sta tentando di mettere la maggioranza d’accordo sul nodo delle intercettazioni. Il caso Genchi è l’argomento che serve al premier per forzare la mano a chi, tra gli alleati, si attarda a discutere i particolari. Sintomatico che Berlusconi colga l’attimo per annunciare «il via libera di Bossi alla riforma della giustizia». E per negare ogni conflitto con Fini, cui «verrà garantito un ruolo nel futuro Pdl» (il congresso fondativo «si terrà alla Fiera di Roma»). Anche sulla giustizia, il Cavaliere attende segnali di fumo da sinistra. Se il Pd fosse meno intransigente, allora lo «sbarramento salva-Veltroni» (come lo irridono a Palazzo Grazioli) avrebbe un’accoglienza migliore. Sul tavolo Berlusconi mette la riforma dei Regolamenti parlamentari (Gasparri ne parla apertamente). Oppure la «par condicio» televisiva, sua bestia nera di sempre. Per non dire della Rai: dove, torna a insistere il premier col pensiero a Santoro e ai comici che lo sfottono, «la situazione è veramente drammatica». Qualcosa il segretario Pd deve cedere, scelga lui il cappio. Messa in questi termini, escluso che la trattativa vada lontano. I piccoli partiti, che sperano nelle Europee per attingere al finanziamento pubblico e tirare avanti, gridano alla lesa democrazia, accusano il Pd di tradimento. E gli avversari interni di Veltroni, come Parisi, già invocano un po’ di coerenza con le decisioni di fine ottobre. Quando si disse: non possono essere cambiate le regole del gioco a pochi mesi dalle Europee.

Social Network e Digital divide…

•10 maggio 2009 • Lascia un commento

social-network Convinte che l’analisi degli effetti dei fenomeni virtuali avviene soprattutto attraverso la diretta esperienza e la creazione di uno spazio personale, è da qui che partono le nostre considerazioni illustrate nel sito "S-Componendo il web". Poiché il nostro elaborato si fonda su dati tangibili e non su invenzioni proprie, sarebbe gradito un vostro commento  al riguardon dei temi trattati. Grazie.  Angela e Giusy

 
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